ACQUATICITÀ PRENATALE E NEONATALE

In piscina, le neo mamme si muovono con agilità e leggerezza senza sforzare eccessivamente le articolazioni e senza faticare troppo, rilassano la muscolatura e alleviano i dolori lombari e ristagni di liquidi, soprattutto agli arti inferiori, negli ultimi mesi di gravidanza. Pensando al nascituro, ricordiamoci che, Il suo primo sviluppo avviene in un ambiente acquatico. All’interno del grembo materno si trova il liquido amniotico. Questo liquido, culla il nascituro con un ritmo regolare come l’ ondeggiare del mare e vi trasmette tutti i messaggi della Madre. L’acqua, dunque è preziosa sia per il bambino che per la madre.

Acquamotricità Prenatale

Corso consigliato dalla fine del primo trimestre che contribuisce a potenziare la muscolatura pelvica deputata al sostegno del peso gravidico e garantisce un’attività fisica adeguata determinando molti effetti benefici per la gravidanza, il parto e per il bambino. Il corso permette di ridurre i classici disturbi della gravidanza come dolori muscolari, affaticamento, gonfiore agli arti inferiori, stasi venosa, sciatalgia e dolori lombo-sacrali. L’acquaticità permette di acquisire maggiore elasticità e movimento libero del corpo favorendo l’articolazione della muscolatura pelvica e agevolando il meccanismo del parto.

I neonati fino a 6 mesi dalla nascita non hanno la capacità di mantenere la posizione seduta, ma si possono scoprire delle nuove soluzioni motorie in piscina. Nella vita fetale hanno avuto contatto con un ambiente completamente “liquido”; la familiarità riacquistata con questo metodo si chiama “acquaticità”. Il neonato in piscina sfrutta l’istinto di chiusura della glottide che impedisce di “bere” acqua. L’istinto è più sviluppato nei primissimi mesi e via via si perde con la crescita. Va quindi indotto perché diventi naturale.

Acquamotricità Neonatale

Il corso è consigliato dai 2 mesi di vita del bimbo. L’ambiente acquatico richiama il riflesso dell’apnea e l’utero materno, il cui ricordo nei primi mesi di vita è vivo e si tratta per lui di una regressione tranquillizzante, che nel contempo lo mette in grande intimità con il genitore che lo accompagna in acqua. Il corso permette la mobilità degli arti e il neonato rendendosi più libero in acqua , sperimenta e sviluppa, nuove tappe evolutive prevenendo la paura dell’acqua.

Gli esperti affermano che prima dei 4 anni i bimbi in piscina non imparano a nuotare, prima di quell’età infatti  imparano soltanto ad entrare in contatto con questo elemento, sviluppano una certa motricità e una acquaticità, che hanno dimenticato dopo i nove mesi nei quali hanno vissuto “galleggiando”, insomma iniziano a prendere confidenza con l’acqua e a non averne paura… Non ci sono controindicazioni a portare i neonati in piscina. L’età neonatale infatti, non è una controindicazione alla pratica del nuoto; anzi, per il motivo sopra citato, adegua meglio lo sviluppo delle capacità del bimbo. L’esperienza effettuata con la vicinanza della mamma e/o del papà nella piscina è poi una fonte di gioia reciproca che fonde i legami fisico-affettivi.

Per iscrizioni e/o informazioni

Cell.: 388 1406417 – 335 7124676